Il più grande distretto vivaistico lombardo ha da tempo affrontato e vinto la battaglia della scarsità di acqua per le irrigazioni. Con un fatturato che supera abbondantemente i 30 milioni di euro, e circa un migliaio di addetti al lavoro in un centinaio di imprese, il mondo della coltivazione delle piante da giardino e aree pubbliche ha preso in prestito le tecniche della coltivazione nel deserto, sviluppate soprattutto in Israele.
Lo racconta La Gazzetta di Mantova in suo articolo dove viene presentato il lavoro del Planta Regina, il Consorzio che raduna una ventina di aziende vivaistiche che già da una ventina d’ anni si è dotato di impianti di irrigazione goccia-a-goccia. Tecnologie oggi largamente sperimentate e che consentono un risparmio di acqua dell’ 80%.
A questo va aggiunto il risparmio di carburante rispetto agli altri sistemi, come quello con le lance d’ irrigazione. E anche un minor uso di diserbanti perché l’ acqua viene concentrata solo dove serve, vicino alle radici delle piante, e non viene dispersa in vaste aree facendo crescere anche le malerbe.
L’ investimento è consistito nell’ interrare chilometri di linee principali di distribuzione dell’ acqua, che sono permanenti.