Nell’ambito del Festival dell’Acqua di Venezia si inaugurerà il 9 ottobre la Mostra d’Arte contemporanea, sponsorizzata da ANFIDA – Associazione Nazionale fra gli Industriali dell’Acqua e curata da Laura Lucibello, direttore artistico della Biennale di Viterbo, sul tema “Anahid – c’è un deposito millenario di acqua fresca nella mia anima” (Abdelmajid Benjelloun).

Venezia da sempre vive sull’acqua, quale luogo migliore quindi per riflettere una volta di più sull’importanza di questa tematica, che da sempre è stata affrontata anche in letteratura e in poesia. Scrittori e poeti, infatti, hanno spesso celebrato l’acqua in tutte le loro forme e il loro rapporto con questo elemento, che può dare lo spunto per delle riflessioni o elemento di paragone per metafore e similitudini.

Con “Anahid” (dea della fertilità e della guarigione, custode delle acque e della saggezza, nella mitologia armena (traduzione nella scritta in giallo sulla locandina), sono gli artisti chiamati a dare risposte e nuovi punti di riflessione sulla risorsa acqua per il tramite di opere visive.

La mostra pensata si sviluppa sulle tematiche proposte in programma al Festival dell’acqua di Venezia il 10 e 11 ottobre, che ben si sposa all’idea portante pensata per la 58a Esposizione Internazionale d’Arte che titola May You Live In Interesting Times. Il titolo è un’espressione della lingua inglese a lungo erroneamente attribuita a un’antica maledizione cinese, che evoca periodi di incertezza, crisi e disordini; “tempi interessanti” appunto, come quelli che siamo chiamati a vivere.

Gli Artisti convocati, di caratura internazionale, si sono interrogati e confrontati per dar vita e voce alle loro opere che rimarranno in esposizione fino al 30 ottobre, e sono : Ali Assaf, Alessandro Calizza, Patrizia Da Re, Ambra Lorito, Pino Mascia, Rocco Natale, Leonardo Nobili, Jessica Pelucchini, Flavio T. Petricca, Gian Luca Proietti, Paolo Soro, Alberto Timossi, Fiorenzo Zaffina, Françoise M. Weddigen

Nonché l’opera sonora/tesi di Arianna Niero: “ANTHROPOGENIC UNDERWATER NOISE” ABSTRACT”. «Anthropogenic Underwater Noise» intende ricreare il paesaggio acustico dell’ecosistema marino, focalizzando la propria attenzione sull’impatto sonoro delle attività umane su questo ambiente. L’opera sviluppata intende mettere in luce il lavoro di ricerca della Dottoressa Michol Ghezzo e dei suoi colleghi nell’ambito del progetto europeo “Soundscape”. Il piano di lavoro, finanziato dal programma Italia-Croazia, prevede di monitorare il paesaggio sonoro subacqueo del Mare Adriatico attraverso una rete di 8 idrofoni distribuiti lungo le coste italiane e croate che registreranno in maniera continuativa per un anno. Il progetto, attualmente in fase di sviluppo, permetterà l’analisi e la valutazione del clima sonoro sottomarino e suggerirà un successivo piano di intervento a protezione della biodiversità dell’ecosistema marino. «Anthropogenic Underwater Noise» utilizza le sonorità della Laguna Veneta, registrate attraverso l’uso di un idrofono in diversi punti nevralgici del traffico marittimo lungo il Canal Grande e il Canale della Giudecca, e intende simulare l’impatto distruttivo che il rumore sottomarino di origine antropica ha sugli organismi acquatici.