Acquedotto Pugliese, nell’ambito della depurazione, ha avviato una serie di progetti e attività che puntano ad ottimizzare la gestione dei fanghi, riducendone le quantità generate. Tra gli investimenti più rilevanti vi sono le serre solari di essiccamento (investimento di 25 milioni di euro -importo a base d’asta come da quadro economico).
Le serre di essiccamento solari, poste a valle dei sistemi di disidratazione e complementari a questi, hanno il compito di eliminare l’acqua presente all’interno delle cellule di fango, fino a raggiungere una percentuale di secco intorno all’80%. Rispetto ad altre tecnologie di essiccamento, come i forni, le serre sono una scelta sostenibile in quanto sfruttano esclusivamente l’energia solare.
Il loro funzionamento è simile a quello di una serra utilizzata in agricoltura, ma con pareti e coperture costituite da vetri che consentono di massimizzare la permeabilità della radiazione solare, portando la temperatura nella serra sui 40-50 °C: la differenza di livello di umidità tra l’aria e il fango fa evaporare l’acqua presente nel fango che così si essicca.
«E’ un’evoluzione dei più tradizionali letti di essiccamento, rispetto ai quali però presenta diversi vantaggi – spiega l’ingegner Piervito Lagioia, responsabile Unità tecnica della direzione Reti e impianti e Project manager Depurazione di Acquedotto Pugliese -. Mentre i primi sono aperti, così che nei periodi invernali per via della maggiore umidità dell’aria, o dell’ingresso della pioggia, non permettono un efficace essiccamento del fango, che anzi finisce con il reidratarsi, le serre sono chiuse e quindi immuni da tale problema. Ad assicurare la corretta gestione del sistema di areazione in questo caso sono delle prese d’aria dotate di alette di protezione contro le intemperie e dei ventilatori che estraggono l’aria satura, calda e umida dalla serra». Inoltre, nei letti di essiccamento solo la parte superiore del fango viene essiccata, mentre lo strato intermedio, posto tra la parte esposta al sole e il sottofondo drenante, continua ad avere un alto livello di umidità. Anche questo problema non esiste nelle serre in quanto dotate di rivoltatori che assicurano la miscelazione continua del fango che, altresì, impedisce che si generino fenomeni anaerobici causa di odori. A tale riguardo, a maggior sicurezza, le serre saranno dotate di sistemi per il trattamento dell’aria in uscita, in modo da evitare che possano essere fonti odorigene e garantire la piena integrazione nel territorio.
Acquedotto Pugliese prevede di realizzare 14 serre solari in altrettanti impianti di depurazione che fungeranno da hub, nei quali, quindi, potranno confluire i fanghi già disidratati dai depuratori di dimensioni minori per completare il processo di stabilizzazione.
Si stima che le serre garantiranno una riduzione del volume di fanghi pari a 70.000 tonnellate annue che, sommate a quelle garantite dalle centrifughe (nuove tecnologie per la disidratazione dei fanghi), portano il totale a oltre 100.000 tonnellate annue, una quantità pari al 40% di tutto il fango attualmente prodotto.

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