In questo periodo di siccità sono in molti che non sanno a che Santo votarsi. A Bressanone ne hanno due: Ingenuino e Albuino. Che la tradizione ricorda particolarmente invocati proprio in tempo di siccità.
Sebbene vissuti ad oltre tre secoli di distanza l’uno dall’altro, fin dagli ultimi anni del secolo XII la loro memoria è celebrata insieme al 5 febbraio, data di morte di Albuino.
Ingenuino è il primo vescovo storicamente documentato della diocesi di Sabiona e visse al tempo di san Gregorio Magno. Le più antiche notizie del suo culto risalgono al secolo X e all’inizio del secolo XI a lui era dedicata, insieme con san Cassiano, la chiesa di Sabiona. Alla fine dello stesso secolo le sue reliquie furono portate a Bressanone.
Albuino nacque nella prima metà del secolo X dal margravio Albuino e da Ildegarda in Carinzia in Austria. Da giovane frequentò le scuole del duomo di Bressanone, entrò tra il clero e divenne vescovo della città verso il 975 di Sabiona. A lui si attribuisce il trasferimento della sede episcopale di Sabiona a Bressanone e la traslazione delle reliquie di Ingenuino. Morì il 5 febbraio 1005-1006, dopo circa trenta anni di episcopato.
Alla fine del secolo XI era già venerato come santo ed associato ad Ingenuino; il beato Artmanno riunì le reliquie di ambedue sotto lo stesso are, e da quel tempo i loro nomi furono inseriti insieme al 5 febbraio, in calendari e martirologi.
Le reliquie dei due santi sono conservate sull’altare di san Cassiano nella basilica di Bressanone, mentre le teste sono custodite in due reliquiari d’argento, di cui particolarmente artistico quello di Ingenuino, opera del maestro Enrico di Bressanone, del 1504.
Un affresco del secolo XV, nel Museo diocesano, li riproduce insieme con san Cassiano e il beato Artmanno; nello stesso Museo si conservano due busti in legno del 1490 attribuiti a Hans Klocker. Le loro immagini sono ancora riprodotte nel grandioso affresco della cattedrale di Bressanone, opera di Paolo Troger e capolavoro del barocco tedesco del 1750, ed in quello della chiesa del Seminario maggiore, dipinto da A. Zeiler nel 1764.
Tanti motivi in più per visitare Bressanone in occasione del Water Light Festival e il Festival dell’Acqua. Sulle tracce di Ingenuino e Albuino.